I morti tra i dimostranti e la repressione attuata dalle forze di sicurezza
del regime di Hosni Mubarak non hanno scoraggiato i lavoratori di Mahalla al
Kubra, una delle principali aree industriali dell'Egitto - nel Delta del Nilo
- protagonista della più importante lotta operaia del mondo arabo degli ultimi
trent'anni. Anche ieri migliaia di manovali sono scesi in strada per
protestare contro il caro-prezzi, per chiedere l'aumento dei salari (che non
superano i 50-60 euro) e i progetti di privatizzazione della Ghazl al Mahalla,
che con i suoi 27mila operai è una delle industrie tessili più grandi del
mondo.
«La polizia ha caricato il corteo con estrema violenza. Molti dei nostri
compagni sono stati feriti e arrestati, proprio come avvenuto domenica, ma per
fortuna non ci sono stati altri morti», ha riferito al manifesto Karim Budeiri,
uno degli attivisti della protesta operaia riferendosi ai due uccisi, tra cui
un bambino di nove anni, dell'altro ieri, quando le forze di polizia hanno
aperto il fuoco sui manifestanti.
Lo sciopero che segna il culmine delle proteste di queste ultime settimane
contro il carovita (l'inflazione ufficiale è al 12%, ma quella reale è almeno
al doppio) coincide con le elezioni, previste per oggi, che porteranno al
rinnovo dei consigli comunali. I Fratelli Musulmani, il principale movimento
di opposizione, hanno annunciato il boicottaggio del voto in segno di protesta
contro gli oltre 800 arresti eseguiti dalle autorità contro militanti e
dirigenti dell'organizzazione. (...)
ORGANIZZAZIONE
COMUNISTA INTERNAZIONALISTA