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Il manifesto dell' 8 Aprile 2008

Rivolta operaia in Egitto, morti in piazza e voto nel caos

 

E l'Italia fa affari d'oro Repressi i cortei dei tessili. Gli islamisti boicottano le amministrative. E arriva Montezemolo: 300 industriali a caccia di accordi col regime

Michele Giorgio

 

I morti tra i dimostranti e la repressione attuata dalle forze di sicurezza del regime di Hosni Mubarak non hanno scoraggiato i lavoratori di Mahalla al Kubra, una delle principali aree industriali dell'Egitto - nel Delta del Nilo - protagonista della più importante lotta operaia del mondo arabo degli ultimi trent'anni. Anche ieri migliaia di manovali sono scesi in strada per protestare contro il caro-prezzi, per chiedere l'aumento dei salari (che non superano i 50-60 euro) e i progetti di privatizzazione della Ghazl al Mahalla, che con i suoi 27mila operai è una delle industrie tessili più grandi del mondo.
«La polizia ha caricato il corteo con estrema violenza. Molti dei nostri compagni sono stati feriti e arrestati, proprio come avvenuto domenica, ma per fortuna non ci sono stati altri morti», ha riferito al manifesto Karim Budeiri, uno degli attivisti della protesta operaia riferendosi ai due uccisi, tra cui un bambino di nove anni, dell'altro ieri, quando le forze di polizia hanno aperto il fuoco sui manifestanti.
Lo sciopero che segna il culmine delle proteste di queste ultime settimane contro il carovita (l'inflazione ufficiale è al 12%, ma quella reale è almeno al doppio) coincide con le elezioni, previste per oggi, che porteranno al rinnovo dei consigli comunali. I Fratelli Musulmani, il principale movimento di opposizione, hanno annunciato il boicottaggio del voto in segno di protesta contro gli oltre 800 arresti eseguiti dalle autorità contro militanti e dirigenti dell'organizzazione. (...)
 

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